IL MUSEO DI ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA

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Si è inaugurato a maggio del 2011 il nuovo Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Penne (MAMeC), allestito nello splendido palazzo Castiglione. Posto sul colle del Duomo, il palazzo presenta un portale del XVI secolo sull'omonima piazza e uno del XVII secolo su via Muzio Pansa. La facciata è arricchita con un balcone con inferriata rigonfia, da finestre frontonate e dall'imponente portale che immette nell'androne, dal quale si snoda la grande scalinata di accesso ai vari appartamenti, ampiamente decorati con stucchi e affreschi. L'edificio, nato nel tardo Cinquecento, fu ristrutturato alla fine del '600 da Ferdinando Castiglione che aggiunse l'ala che ospita il museo e diede il suo nome al palazzo. Alla fine dell'800 Ginevra Castiglione portò in dote al marito Saverio De Leone l'appartamento, nelle cui bellissime sale oggi è possibile ammirare le opere di Remo Brindisi e quelle della ricca collezione Galluppi. Il progetto ha trasformato il piano nobile del palazzo in sede museale, cercando di non intervenire sulle strutture murarie originali. Essendo l'impiantistica molto invasiva si è scelto di passare con le canalizzazioni a terra, sopra il pavimento esistente, nascondendole con una nuova pavimentazione in legno leggermente sopraelevata. La piattaforma rimane staccata dalle pareti e diventa così un elemento aggiunto chiaramente identificato sul quale si sono creati dei volumi che contengono la climatizzazione, l'illuminazione e la sicurezza. Questi volumi diventano, con le pannellature scorrevoli, supporti espositivi e l'insieme degli interventi architettonici si integra perfettamente con le strutture originarie.

Il percorso espositivo del MAMeC comprende tre sezioni: le prime due dedicate a Remo Brindisi, l'altra alla collezione Galluppi. Nel 1992 è lo stesso Remo Brindisi a donare alla città di Penne una serie di opere di elevato valore artistico, molte delle quali sono esposte per la prima volta a Penne. Una seconda sezione dedicata sempre a Brindisi si compone di opere donate dalla famiglia Di Fabrizio-Savini che era legata al maestro da una profonda amicizia. La terza sezione è composta dalla donazione del 2003 di Giovanna Vallauri e sua figlia Teresa della collezione di Enrico Galluppi, intellettuale eclettico e multiforme che, attraverso la sua raccolta, ci fornisce un quadro importante della pittura dell'Ottocento e della prima metà del Novecento. Alcune delle opere della Collezione Galluppi, ancora in corso di studio, sono esposte in un'apposita sala con pannelli di legno scorrevoli, a disposizione del pubblico che può ammirali. Partendo dall'idea che il museo è un luogo di apprendimento permanente e in continua evoluzione, una parte dell'esposizione è stata lasciata libera per mostre temporanee, con l'intenzione di tenere viva l'attenzione per l'arte e il dibattito culturale attorno ad essa. In questo spazio sono ora esposte le opere grafiche del maestro Brindisi che successivamente saranno a disposizione del pubblico all'interno di una cassettiera, per preservarne l'integrità.

Il Museo di Arte Moderna e Contemporanea costituisce un importante tassello di quella che il prof. Bojani, curatore dell'allestimento, ha definito l'acropoli di Penne, un punto di aggregazione dove l'architettura storica convive con l'arte e la cultura dei musei.

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